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La vetreria GINO CENEDESE e FIGLIO deve il nome al fondatore,
appartenente ad una famiglia di antiche radici Muranesi.
Lavorare il vetro sull'isola di Murano è, e lo
è stato ancor più in passato, il destino
degli uomini da molte generazioni: fu il destino anche
di Gino Cenedese (1907-1973), che entrò in fornace
a 9 anni imparando il mestiere da diversi maestri vetrai.
Nel 1946, al termine della guerra, incoraggiato dai
tempi nuovi, fondò la vetreria GINO CENEDESE
& C.
La vetreria sotto la sua guida, ebbe un grande impulso
affermandosi a livello sia nazionale, sia internazionale
per l'alta qualità della produzione.
Accanto all'antica tradizione del vetro di Murano con
la produzione di soffiati, calici, vasi, piatti e celeberrimi
lampadari veneziani, Gino Cenedese seppe aprirsi alle
suggestioni dell'arte contemporanea, alla continua ricerca
di nuovi modi per esaltare ed interpretare le proprietà
del vetro, materia affascinante e viva.
Dalle collaborazioni con diversi artisti nacquero a
partire dagli anni Cinquanta oggetti storici che parteciparono
ad importanti esposizioni nazionali ed internazionali
(alla Biennale di Venezia nel 1950 con sculture realizzate
in parte su prototipi del maestro Barbini, nel 1952
con suggestivi e innovativi blocchi con figurazioni
sommerse e motivi astratti - sorta di acquari - di Riccardo
Licata; nel 1954 con la realizzazione "Teatrino
e Finestra" del designer Fulvio Bianconi).
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